Intolleranza al lattosio : alcuni sono intolleranti e altri no.

L’intolleranza al lattosio è una condizione molto diffusa a livello mondiale, che causa sintomi come gonfiore, crampi addominali, diarrea e malessere generale dopo il consumo di latte e derivati. Ma perché alcune persone sono intolleranti al lattosio mentre altre riescono a consumarlo senza problemi? La risposta si trova nel nostro DNA, in particolare in alcune varianti genetiche che influenzano la produzione dell’enzima lattasi.

Cos’è l’intolleranza al lattosio?

Il lattosio è uno zucchero presente nel latte e nei suoi derivati. Per poterlo digerire, il nostro intestino deve produrre un enzima specifico, chiamato lattasi, che lo scinde in glucosio e galattosio, molecole più semplici assorbibili dall’organismo. In molte persone, soprattutto dopo l’infanzia, la produzione di lattasi diminuisce, rendendo difficile o impossibile digerire correttamente il lattosio. Il risultato è l’accumulo di lattosio non digerito nell’intestino, che fermenta provocando i fastidiosi sintomi dell’intolleranza.

Il segreto è nel gene MCM6 e il gene LCT

La produzione di lattasi è regolata dal gene LCT. Tuttavia, la sua attività è controllata da sequenze regolatorie situate nel gene MCM6. Alcune varianti specifiche di questo gene regolatore possono mantenere attiva la produzione di lattasi anche in età adulta, condizione nota come “persistenza della lattasi”.

Al contrario, altre varianti genetiche determinano la riduzione o spegnimento della produzione di lattasi dopo lo svezzamento, portando così all’intolleranza al lattosio.

Perché nascono persone intolleranti al lattosio? Un viaggio tra genetica ed evoluzione

L’intolleranza al lattosio non è un difetto, ma il risultato di un lungo processo evolutivo. Originariamente, come per tutti i mammiferi, gli esseri umani producevano lattasi solo durante l’infanzia, per digerire il latte materno. La produzione di lattasi si riduceva drasticamente dopo lo svezzamento, poiché in natura il latte materno non viene più consumato dopo i primi mesi di vita.

La capacità di continuare a digerire il lattosio anche da adulti, detta “persistenza della lattasi”, si è sviluppata solo in alcune popolazioni umane che hanno adottato l’allevamento e il consumo di latte animale. Questo adattamento genetico ha permesso loro di ottenere un vantaggio nutrizionale importante, specialmente in ambienti difficili o con scarsa disponibilità di altri alimenti.

In popolazioni che non hanno avuto questa tradizione di consumo di latte adulto, la maggior parte degli individui mantiene la riduzione di lattasi in età adulta, risultando così intolleranti. Per questo motivo, la prevalenza di intolleranza al lattosio è molto più alta in Asia, Africa e Sud America rispetto all’Europa settentrionale.

Test genetico DNAsalus per la predisposizione all’intolleranza al lattosio

Il test genetico DNAsalus analizza specifiche varianti nei geni MCM6 e LCT, permettendo di determinare con precisione la predisposizione genetica all’intolleranza al lattosio. È un test semplice, non invasivo, che può essere effettuato con un prelievo di saliva o sangue.

Grazie al test, è possibile capire in anticipo se si è portatori di varianti associate all’intolleranza, anche prima che compaiano i sintomi. Questo consente di adottare misure preventive e di gestire al meglio l’alimentazione, evitando disagi e complicanze.

Benefici della conoscenza genetica nella gestione dell’intolleranza

  • Permette una diagnosi più precisa rispetto al solo riscontro clinico.
  • Consente di personalizzare la dieta senza eliminazioni inutili o dannose.
  • Evita la confusione con altre condizioni gastrointestinali dai sintomi simili.
  • Fornisce un’informazione stabile e permanente, indipendente dallo stato attuale di salute.

Come gestire l’intolleranza al lattosio

La gestione più efficace prevede:

  • Riduzione o eliminazione del latte e dei prodotti caseari contenenti lattosio.
  • Utilizzo di prodotti delattosati o a basso contenuto di lattosio.
  • Integrazione di enzimi lattasi, disponibili come integratori alimentari.
  • Consulenza con un nutrizionista per garantire un’alimentazione equilibrata e ricca di nutrienti.

In alcuni casi, la quantità di lattosio tollerata può variare e si può reintrodurre gradualmente senza sintomi. Per questo motivo, una valutazione individuale è fondamentale.

Nuove sfide e scoperte scientifiche

La ricerca genetica sull’intolleranza al lattosio è in continua evoluzione. Oggi sappiamo che non solo il gene MCM6, ma anche altre regioni genetiche possono influenzare la tolleranza al lattosio e la risposta intestinale. Inoltre, il microbioma intestinale — l’insieme dei microrganismi che vivono nell’intestino — gioca un ruolo importante nella modulazione dei sintomi.

Studi recenti evidenziano come modifiche nel microbiota possano migliorare la digestione del lattosio, suggerendo nuove strategie di trattamento con probiotici e prebiotici. Questa è una frontiera molto promettente per chi soffre di intolleranza.

Inoltre, la tecnologia del sequenziamento del DNA permette test sempre più precisi e rapidi, con costi in diminuzione, aprendo la strada a una diagnosi personalizzata anche in età pediatrica e per popolazioni più vaste.

FAQ – Domande frequenti sull’intolleranza al lattosio e il DNA

Che differenza c’è tra allergia al latte e intolleranza al lattosio?
L’allergia al latte è una reazione del sistema immunitario alle proteine del latte, mentre l’intolleranza al lattosio è una difficoltà a digerire lo zucchero lattosio.
Posso fare il test genetico anche se non ho sintomi?
Sì, il test genetico può indicare la predisposizione anche in assenza di sintomi, aiutando a prevenire problemi futuri.
L’intolleranza al lattosio può comparire in età adulta?
Sì, la produzione di lattasi tende a diminuire con l’età, e l’intolleranza può manifestarsi anche da adulti.
Il test genetico è affidabile al 100%?
Il test identifica la predisposizione genetica ma non sostituisce una valutazione medica completa che consideri anche altri fattori.
Come si cura l’intolleranza al lattosio?
Non esiste una cura definitiva, ma la gestione alimentare e l’uso di integratori di lattasi riducono i sintomi e migliorano la qualità della vita.

Disclaimer medico importante

Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente finalità divulgative e non intendono sostituire in alcun modo il parere medico, nutrizionale o specialistico. Il test genetico per l’intolleranza al lattosio, così come altre analisi del DNA legate a condizioni metaboliche o di sensibilità alimentare, deve essere sempre interpretato da un professionista qualificato. Inoltre, l’assunzione di caffeina e altre sostanze può interagire con il metabolismo individuale, influenzato da varianti genetiche, e va valutata con attenzione. Per una diagnosi, un trattamento o un piano alimentare personalizzato, si consiglia di rivolgersi sempre a uno specialista sanitario.

Fonti scientifiche e approfondimenti