Fumo e DNA: come il tabacco modifica il nostro patrimonio genetico anche dopo anni

Fumo e DNA: come il tabacco modifica il nostro patrimonio genetico

Che il fumo di sigaretta sia nocivo è ormai una certezza, ma studi recenti mostrano che i danni genetici possono persistere anche decenni dopo l’ultima sigaretta. Alcune alterazioni epigenetiche legate al fumo rimangono attive oltre 30 anni, continuando a influenzare la salute.

Cosa significa che il fumo modifica il DNA?

Il fumo non altera direttamente i geni, ma ne modifica l’attività attraverso la metilazione del DNA, un processo epigenetico che può attivare o silenziare i geni senza cambiare la sequenza genetica. Questi “interruttori molecolari” possono interessare geni legati a infiammazione, invecchiamento cellulare e sviluppo di tumori.

Molte alterazioni persistono anche dopo aver smesso di fumare, aumentando il rischio di malattie croniche.

Lo studio: segni genetici del fumo anche dopo decenni

Una ricerca pubblicata sul Journal of the American Medical Association (JAMA) ha analizzato oltre 16.000 soggetti, distinguendo fumatori attuali, ex fumatori e non fumatori. I risultati:

  • I fumatori attuali presentano oltre 7.000 siti di metilazione anomala.
  • Chi ha smesso da decenni conserva più di 2.000 alterazioni.
  • Le modificazioni riguardano geni coinvolti in funzione polmonare, cardiovascolare e immunitaria.
  • Alcuni cambiamenti sono rilevabili anche dopo 30 anni dall’ultima sigaretta.

Rischi della memoria genetica del fumo

Le alterazioni epigenetiche aumentano il rischio di:

  • Tumori (polmone, laringe, vescica, pancreas)
  • Malattie cardiovascolari (ictus, infarto)
  • BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva)
  • Declino cognitivo e neurodegenerazione

È possibile riparare il DNA danneggiato?

Il corpo possiede meccanismi di riparazione, ma non tutti i danni vengono risolti. Alcune alterazioni epigenetiche possono influenzare l’attività cellulare in modo stabile. Tuttavia, adottare uno stile di vita sano dopo aver smesso di fumare può favorire il recupero parziale:

  • Alimentazione ricca di antiossidanti
  • Attività fisica regolare
  • Riduzione dell’inquinamento e dello stress
  • Controlli medici e screening periodici

Studi sperimentali stanno valutando molecole capaci di modulare l’epigenoma per “resettare” le alterazioni, ma sono ancora in fase di ricerca.

Messaggio per giovani e non fumatori

Anche una breve esposizione al fumo può lasciare tracce durature nel DNA. È fondamentale scoraggiare l’inizio del fumo, specialmente negli adolescenti, e promuovere ambienti liberi dal fumo. Anche sigarette elettroniche e tabacco riscaldato possono provocare alterazioni genetiche.

FAQ – Domande frequenti

Se ho smesso di fumare 20 anni fa, corro ancora rischi?
Sì, alcuni segni genetici del fumo possono persistere, ma i benefici dello smettere sono significativi a qualsiasi età.
Il fumo passivo causa le stesse alterazioni del DNA?
Può indurre modifiche epigenetiche, seppur in misura minore. È particolarmente dannoso per bambini e donne in gravidanza.
Esistono test per valutare il DNA alterato dal fumo?
Non ci sono test clinici di routine, ma la ricerca sta sviluppando strumenti di analisi epigenetica.
Smettere di fumare ripara il DNA?
Non completamente, ma molte alterazioni migliorano nel tempo. Smettere riduce il rischio di malattie e aumenta l’aspettativa di vita.

Fonti

  • JAMA – Journal of the American Medical Association, 2025
  • AIRC – Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro
  • CDC – Centers for Disease Control and Prevention
  • Istituto Superiore di Sanità

Disclaimer medico

Questo articolo ha finalità informative e divulgative. Non sostituisce il consulto medico né rappresenta una diagnosi o un trattamento. Per dubbi sulla salute o rischi legati al fumo, rivolgiti a un medico o specialista. Interrompere il fumo è sempre una scelta positiva.

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