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Omocisteina e DNA: un legame chiave per la prevenzione e la salute cardiovascolare
Scopri come l’omocisteina influisce sul DNA, il ruolo della metilazione, le mutazioni genetiche come MTHFR e le strategie per proteggere la salute cellulare.
1. Cos’è l’omocisteina?
L’omocisteina è un amminoacido solforato derivato dalla metionina. Si forma durante il metabolismo delle proteine ed è normalmente riconvertita in metionina o trasformata in cisteina. Tuttavia, quando i livelli di omocisteina aumentano (iperomocisteinemia), può causare gravi problemi a livello vascolare, neurologico ed epigenetico.
2. Il legame tra omocisteina e DNA
A. Danni ossidativi al DNA
L’omocisteina può generare specie reattive dell’ossigeno (ROS), che danneggiano le cellule, in particolare il DNA. Studi dimostrano che livelli elevati di omocisteina causano rotture nei filamenti del DNA e aumentano l’instabilità genomica, con possibile insorgenza di mutazioni.
B. Influenza sulla metilazione del DNA
L’omocisteina è strettamente legata al ciclo dei folati e alla sintesi della S-adenosilmetionina (SAM), principale donatore di gruppi metilici nel corpo. Se SAM diminuisce o se l’omocisteina aumenta, si ha una ridotta capacità di metilare correttamente il DNA, con effetti negativi sulla regolazione genica e sull’espressione dei geni coinvolti in infiammazione, crescita cellulare e apoptosi.
3. Patologie correlate a iperomocisteinemia
- Cardiovascolari: aterosclerosi, ictus, trombosi
- Neurologiche: Alzheimer, Parkinson, depressione
- Oncologiche: aumento del rischio tumorale per ipometilazione
- Ostetriche: difetti del tubo neurale, aborti spontanei
4. Cause dell’iperomocisteinemia
Fattori genetici
Le mutazioni nei geni MTHFR (in particolare C677T e A1298C), CBS, MTR e MTRR compromettono la capacità del corpo di riconvertire l’omocisteina, facendola accumulare nel sangue.
Fattori nutrizionali
La carenza di vitamina B6, B9 (folati), B12, zinco e betaina riduce l’efficienza delle vie metaboliche dell’omocisteina, causando un suo accumulo.
Altri fattori
- Consumo di alcol e fumo
- Farmaci (es. metotrexato, antiepilettici)
- Patologie come insufficienza renale e ipotiroidismo
5. Diagnosi: come misurare l’omocisteina
L’esame dell’omocisteina si effettua tramite un prelievo del sangue a digiuno. I valori normali sono tra 5 e 15 μmol/L. Valori superiori sono associati a un aumento del rischio cardiovascolare e danni cellulari.
6. Strategie per abbassare l’omocisteina
- Assunzione di folati attivi (5-MTHF)
- Supplementazione con vitamina B6, B12 e betaina
- Dieta ricca di verdure a foglia verde, legumi, cereali integrali
- Attività fisica regolare e riduzione di stress ossidativo
- Eliminazione di alcol e fumo
7. Evidenze scientifiche
Diversi studi clinici e molecolari dimostrano che l’omocisteina alta è correlata a danni epigenetici, infiammazione sistemica e alterazione della metilazione del DNA. Anche in pazienti giovani e sani, livelli elevati possono influire sulla funzione endoteliale e sui marcatori di danno al DNA.
FAQ
Cos’è l’omocisteina e perché è importante?
È un amminoacido che, se accumulato, può causare danni al DNA, infiammazioni e aumentare il rischio di malattie cardiovascolari e neurologiche.
Come si può abbassare l’omocisteina?
Tramite l’assunzione di folati attivi, vitamine B6, B12, zinco e betaina. Anche l’alimentazione e lo stile di vita giocano un ruolo fondamentale.
Qual è il legame tra omocisteina e DNA?
Un livello elevato di omocisteina danneggia il DNA direttamente tramite stress ossidativo e indirettamente alterando la metilazione genica.
Fonti scientifiche
- Frosst et al., “A candidate genetic risk factor for vascular disease: a common mutation in methylenetetrahydrofolate reductase”, Nat. Genet., 1995.
- Selhub J. et al., “Homocysteine and risk of cardiovascular disease”, JAMA, 2002.
- Zhao li>Zhao M. et al., “Elevated homocysteine causes DNA damage and promotes atherosclerosis in animal models”, PLOS ONE, 2017.
- Jacob R.A., “The role of homocysteine in DNA methylation and epigenetics”, Nutrition Reviews, 2006.
- Rozen R., “Genetic modulation of homocysteine levels and development of neural tube defects”, Clin. Genet., 1997.
- Goyette P. et al., “Genetic determinants of plasma homocysteine”, Am. J. Hum. Genet., 1998.