trombofilia, diagnosi e cura

Trombofilia: Ruolo del DNA, Diagnosi Avanzata e Nuove Terapie Personalizzate

Aggiornato al 2025 – Informazioni medico-scientifiche

Introduzione

La trombofilia è una condizione patologica caratterizzata da un’eccessiva tendenza alla formazione di coaguli nel sangue. Oggi, l’analisi del DNA rappresenta una delle più avanzate frontiere nella diagnosi precoce e nella personalizzazione della terapia.

Cos’è la trombofilia

La trombofilia può essere ereditaria, acquisita o mista. Le forme ereditarie derivano da mutazioni genetiche che alterano la normale coagulazione, mentre quelle acquisite sono associate a patologie, terapie ormonali o immobilizzazione prolungata.

Mutazioni genetiche e analisi del DNA

Le analisi del DNA consentono di identificare le principali mutazioni correlate alla trombofilia genetica:

  • Fattore V Leiden (G1691A): resistenza alla proteina C attivata.
  • Mutazione G20210A del gene della protrombina: aumenta i livelli di protrombina.
  • Deficit di antitrombina III, proteina C e S: riducono l’efficacia dei meccanismi anticoagulanti.
  • Mutazioni MTHFR (C677T e A1298C): associate a iperomocisteinemia, rischio cardiovascolare.
  • PAI-1 4G/5G: variante legata a livelli elevati di inibitore dell’attivatore del plasminogeno.

Nuove tecnologie: NGS e intelligenza artificiale

L’uso del Next-Generation Sequencing (NGS) permette il sequenziamento simultaneo di molteplici geni coinvolti nella coagulazione, migliorando la precisione diagnostica. Inoltre, l’integrazione dei dati genomici con l’intelligenza artificiale consente di predire con maggiore accuratezza il rischio trombotico individuale e di personalizzare le terapie.

Diagnosi: approccio clinico e genetico

  1. Esami funzionali: proteina C, proteina S, antitrombina III, anticorpi antifosfolipidi, omocisteina plasmatica.
  2. Test genetici sul DNA: PCR real-time, NGS panel, MLPA per mutazioni ereditarie.
  3. Valutazione multidisciplinare con ematologo, genetista e ginecologo in caso di trombofilia ostetrica.

Sintomi e manifestazioni cliniche

  • Trombosi venosa profonda (TVP): dolore e gonfiore agli arti inferiori.
  • Embolia polmonare: dispnea, dolore toracico, tachicardia.
  • Eventi trombotici precoci: ictus, trombosi cerebrale.
  • Complicanze ostetriche: aborti ricorrenti, preeclampsia, distacco placenta.

Terapie personalizzate basate sul profilo genetico

  • Anticoagulanti orali: Warfarin, NAO (Apixaban, Rivaroxaban).
  • Eparina a basso peso molecolare (EBPM): trattamento di scelta in gravidanza.
  • Aspirina a basse dosi: in caso di sindrome da anticorpi antifosfolipidi o aborti ricorrenti.

Prevenzione e consigli pratici

  • Stile di vita sano: attività fisica regolare e idratazione.
  • Screening genetico pre-concepimento in soggetti a rischio.
  • Valutazione del DNA prima di iniziare terapie ormonali.
  • Follow-up regolare nei portatori di mutazioni genetiche.

Fonti Scientifiche

  • Istituto Superiore di Sanità – Linee guida su trombofilia e gravidanza
  • Fondazione Umberto Veronesi – Genetica e coagulazione
  • National Institutes of Health (NIH) – Genomic Medicine and Thrombophilia Research
  • NICE Guidelines – Trombosi venosa e profilassi
  • PubMed – Articoli peer-reviewed su trombofilia genetica e terapie anticoagulanti

Nota: Le informazioni fornite hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere medico. Consultare sempre uno specialista per diagnosi e trattamento.