Test Intolleranza ai Solfiti
Il test dell’intolleranza ai solfiti aiuta a identificare i soggetti predisposti per i quali anche quantitativi modesti possono innescare reazioni di bassa tollerabilità a queste sostanze, ad esempio broncospasmo e altre reazioni allergiche. Questo test prevede il semplice prelievo della saliva che, a sua volta, verrà analizzata in base a quattro mutazioni del gene SUOX Solfito Ossidasi e due del gene CBS, entrambe coinvolte nell’attività di detossificazione dei solfiti nel nostro organismo. I solfiti sono sostanze utilizzate come conservanti, soprattutto negli alimenti.
84,00 €
Disponibile
- Massima riservatezza. Confezione discreta, referto comunicato solo a te, dati trattati nel rispetto del GDPR.
- Spedizione e ritiro inclusi. Il kit arriva a casa tua e, fatto il prelievo, il corriere ritira il campione dove preferisci. Tutto compreso nel prezzo.
- Non ti lasciamo a metà. Se il campione si perde durante il trasporto ripetiamo il test gratis; se non è analizzabile ti mandiamo un nuovo kit a 29 € e ti seguiamo fino al risultato.
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Abbiamo reso il test semplice come bere un bicchiere d'acqua. Guarda quanto è facile prelevare il campione.
- Nessuna competenza richiesta: bastano pochi secondi
- Prelievo indolore, comodo da fare a casa
- Tutto incluso nel kit, con istruzioni passo-passo
Descrizione del test
Test intolleranza ai solfiti: quali geni analizza
Il test genetico per l’intolleranza ai solfiti analizza quattro mutazioni del gene SUOX, che codifica l’enzima solfito ossidasi, e due del gene CBS: sono i geni coinvolti nella detossificazione dei solfiti nell’organismo. Si esegue a casa con un campione di saliva, costa 84 € con kit e spedizione compresi e il referto arriva in circa 15 giorni dall’arrivo del campione in laboratorio. I solfiti sono i conservanti indicati in etichetta con le sigle da E220 a E228.
Esito negativo
Bassa sensibilità ai solfiti: i geni analizzati non mostrano le varianti associate a una ridotta capacità di smaltirli.
Esito positivo
Sensibilità ai solfiti: da qui si può adeguare l’alimentazione, partendo dagli alimenti che ne contengono di più e leggendo le etichette.
Attenzione se sei asmatico. Nelle persone predisposte i solfiti possono scatenare broncospasmo e reazioni di tipo allergico. Se hai avuto episodi di asma, orticaria o difficoltà respiratorie dopo vino, frutta secca o alimenti conservati, parlane con il medico: un test genetico inquadra la predisposizione, ma la gestione di una reazione respiratoria è una questione clinica.
Quali sono i sintomi dell’intolleranza ai solfiti
Possono anche essere molto lievi, in altri casi l’intolleranza ai solfiti può causare perdite di peso evidente, carenze di vitamine, soprattutto quelle del gruppo B, mal di testa e senso di pesantezza. In alcuni casi possono presentarsi anche vampate di calore, dopo aver bevuto un paio di bicchieri di vino ad esempio, oppure in caso di allergia, riniti, orticaria, attacchi d’asma ed eczemi. Nel caso in cui compaiano senza alcun motivo in particolari alcuni di questi sintomi sarebbe il caso di consultare il vostro medico curante.
Come diagnosticare l’intolleranza ai solfiti
E’ molto diffusa anche se la si conosce poco. I sintomi possono anche essere molto lievi, per cui molta gente neppure sa di avere un’intolleranza ai solfiti. In realtà secondo un ricercatore naturopata australiano, Paul Barratt-Hassett, i solfiti sarebbe la causa di una lunga lista di patologie. I solfiti, rintracciabili sulle etichette dei prodotti con sigle che vanno da E220 a E228, in altre parole anidride solforosa, sono spesso utilizzati come conservanti per cibi perché contribuiscono a mantenerne la colorazione naturale, ma possiamo ritrovarli anche in moltissimi farmaci, utilizzati in questo caso per prolungarne la scadenza. Tra i cibi che contengono più solfiti ci sono:
- Vino
- Bevande alcoliche
- Frutta secca
- Sciroppi e marmellate
- Prodotti da forno
- Pesce e crostacei
- Carni lavorate
- Patate
- Prodotti confezionati
- Conserve di pomodoro
Esito esami intolleranza ai solfiti
- Esito negativo: il soggetto analizzato ha una bassa sensibilità ai solfiti.
- Esito positivo: il soggetto analizzato è sensibile ai solfiti. In questo modo è possibile adeguare il comportamento alimentare e lo stile di vita al proprio patrimonio genetico.
Spedizione e ritiro: ci pensiamo noi
Il kit arriva a casa tua con tutto il necessario e le istruzioni da seguire passo passo. Quando hai raccolto il campione, prenoti il ritiro all’indirizzo che preferisci: passa il corriere e lo porta direttamente in laboratorio.
Non devi organizzare né pagare nessuna spedizione: l’invio del kit, il ritiro del campione e il referto sono già compresi nel prezzo.
Perché le analisi del DNA sono accurate
Le analisi e i test del DNA eseguiti con tecniche di biologia molecolare permettono di esaminare direttamente il DNA o l’RNA presente in un campione biologico, identificando con elevata precisione specifiche sequenze genetiche, microrganismi o varianti del DNA.
L’elevata accuratezza di queste analisi deriva principalmente da tre caratteristiche:
- Elevata specificità: i test molecolari utilizzano primer e sonde progettati per riconoscere specifiche sequenze di DNA o RNA, consentendo di identificare con precisione il bersaglio dell’analisi.
- Elevata sensibilità: tecniche come la PCR (reazione a catena della polimerasi) amplificano il materiale genetico presente nel campione, permettendo di rilevare anche quantità molto basse di DNA o RNA.
- Analisi dettagliata del materiale genetico: le tecniche di sequenziamento possono esaminare le sequenze nucleotidiche con grande dettaglio, consentendo di individuare specifiche varianti e mutazioni genetiche.
Grazie a queste tecnologie, i test e le analisi genetiche sono strumenti avanzati per lo studio del materiale genetico e trovano applicazione in numerosi ambiti, dalla diagnostica molecolare ai test sul DNA.
L’accuratezza riguarda la lettura del campione. Il significato del risultato dipende dal tipo di test ed è spiegato in questa pagina: nei test di predisposizione una variante indica una tendenza, non una diagnosi.
Domande frequenti sul test dei solfiti
Quali alimenti contengono solfiti?
Soprattutto vino e bevande alcoliche, frutta secca, sciroppi e marmellate, prodotti da forno, pesce e crostacei, carni lavorate, patate, conserve di pomodoro e in generale i prodotti confezionati. Si trovano anche in molti farmaci, dove servono a prolungarne la conservazione. In etichetta compaiono con le sigle da E220 a E228, oppure come anidride solforosa.
Quali sono i sintomi dell’intolleranza ai solfiti?
Possono essere lievi e passare inosservati per anni: mal di testa, senso di pesantezza, vampate di calore dopo un paio di bicchieri di vino, carenze vitaminiche soprattutto del gruppo B, perdita di peso. Nelle forme allergiche compaiono riniti, orticaria, eczemi e attacchi d’asma. Sono sintomi comuni a molte altre condizioni: vanno valutati con il medico.
Come si fa il test e quanto costa?
84 € con kit, spedizione gratuita e referto compresi. Il prelievo è un campione di saliva che raccogli a casa nella provetta del kit: si porta la saliva liquida tra i segni 1 e 2 ml, si chiude il coperchio dell’imbuto fino allo scatto per rilasciare il liquido di conservazione, si agita per 5 secondi e si rispedisce con la busta fornita.
Devo smettere di bere vino prima del test?
No. Il test legge il DNA, quindi il risultato non dipende da quello che hai mangiato o bevuto: non serve né digiuno né sospensione di alcol o farmaci.
Intolleranza ai solfiti e allergia sono la stessa cosa?
No. L’intolleranza dipende da una ridotta capacità di detossificare i solfiti e dà disturbi che compaiono in modo graduale. La reazione allergica è immediata, mediata dal sistema immunitario, e nei soggetti asmatici può essere seria: va inquadrata dall’allergologo. Questo test indaga la base genetica della prima, non diagnostica la seconda.
Gli altri test genetici sulle intolleranze sono nella categoria intolleranze e allergie.
Istruzioni di prelievo e spedizione
Guida stampabile in PDF con tutti i passaggi del test.
Come si raccoglie la saliva
Segui questi semplici passaggi per un campione perfetto.
Consiglio: nei 30 minuti prima del prelievo non mangiare, non bere (tranne acqua), non fumare e non masticare gomme.
- 1
Espellere una piccola quantità di saliva nell’imbuto. Picchiettare delicatamente la base della provetta su una superficie piana per consentire alla saliva di avanzare all’interno della provetta. Accertarsi che il livello della saliva liquida (non delle bolle) sia situato tra i numeri 1 e 2 ml.
- 2
Tenere la provetta verticalmente con una mano. Chiudere il coperchio dell’imbuto con l’altra mano come mostrato, premendo il coperchio con decisione fino a sentire chiaramente uno scatto. Il liquido presente nel coperchio verrà rilasciato nella provetta, mescolandosi con la saliva. Assicurarsi che il coperchio sia chiuso ermeticamente.
- 3
Tenere la provetta verticalmente. Svitare l’imbuto dalla provetta. Chiudere ermeticamente la provetta utilizzando il tappo a vite presente nella confezione. Agitare la provetta chiusa per 5 secondi.
- 4
Apporre l’etichetta con codice a barre sulla provetta. Riporre la provetta nella busta di plastica contenente il materiale assorbente e chiudere la busta. NON rimuovere il materiale assorbente dalla busta. Riporre la busta di plastica nella scatola del kit, insieme al modulo debitamente firmato. Spedire il kit inserendolo nella busta.
Perché DNA Salus
Laboratorio certificato
Analisi svolte in laboratori partner certificati, con scienziati altamente qualificati.
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100% riservato
Massimo anonimato e pieno rispetto del GDPR sul trattamento dei dati genetici.
